logo meemira.com

Original news    English    Italian    Albanian   

Seno:cure delle varie patologie
Autor Roni - 01 febbraio 2011 20:44
  

Una guida per conoscere le mammelle, la loro funzione principale legata all'allattamento, la prevenzione e tutte le patologie che ad essa sono legate.

La mammella è un organo pari e simmetrico situata nella regione anterior-

e del torace, costituita da un involucro cutaneo centralmente circondato da una zona pigmentata chiamata areolaove protunde una sporgenza chiamata capezzolo.
All’interno della mammella vi sono 15-20 lobi ghiandolari che comunicano in un dotto escretore (dotto galattoforo) che sfocia all’esterno mediante il capezzolo. I dotti galattofori si ramificano dando origine a dotti sempre più piccoli chiamati dotti interlobulari.
La funzione principale delle mammelle è collegata all’allattamento, controllato da meccanismi ormonali (estrogeni, progesterone, prolattina). Dalla quantità di tessuto adiposo (grasso) e dalle caratteristiche genetiche proprie di ogni soggetto dipendono le dimensioni del seno.

AUTOPALPAZIONE
Per poter controllare correttamente e periodicamente il proprio seno, ogni donna deve acquisire una buona conoscenza del suo corpo. Ogni mese è buona norma ispezionarsi con l’autopalpazione che consiste in un autoesame in grado di evidenzi-

are eventuali nodi o alterazioni delle mammelle.
Sdraiatevi sulla schiena con il braccio sotto la testa. Le donne con seni grossi dovrebbero mettere un cuscino o un asciugamano sotto la spalla, dalla parte del seno da esaminare.
Se preferiscono, le donne con seni più piccoli e sodi possono stare in piedi (per esempio durante la doccia).


Esamina il seno sinistro usando la mano destra. Cambia mano e posizione del cuscino per la mammella destra. Premi dolcemente e con le dita a piatto fai piccoli movimenti circolari dall’esterno all’interno.
Bisogna fare vari movimenti con una certa decisione ma senza premere eccessivamente, considerando la mammella come un cerchio con quattro quadranti. I noduli vanno ricercati in ciascun quadrante e nell’area centrale del capezzolo, che deve essere leggermente premuto tra pollice ed indice per evidenziare eventuali secrezioni.
Da sola, l’autopalpazione non è sufficiente. Esistono infatti delle lesioni non palpabili che non sono meno pericolose di un grosso nodo palpabile.
Il seno deve venire sottoposto periodicamente a controllo medico e SOLO successivamente, eventualmente, soggetto ad indagini strumentali.

PATOLOGIA BENIGNA DELLA MAMMELLA
Frequentemente possiamo sentir parlare di mastopatia fibrocistica, cisti, fibroadenoma, papilloma intraduttale, processi infiammatori.

LA MASTOPATIA FIBROCISTICA
Colpisce prevalentemente le donne d’età compresa fra i 25 ed i 45 anni. È caratterizzata dalla comparsa di più cisti che possono interessare entrambe le mammelle. La loro formazione è conseguente a processi infiammatori sviluppatesi intorno ai dotti ghiandolari con loro successiva stenosi.
Progressivamente l’epitelio che riveste i dotti produce una ipersecrezione che dà il via alla formazione cistica. A seconda del loro diametro possono essere identificate come micro o macro cisti. Per la loro molteplicità possono dare all’esame clinico la sensazione di “impallinatura”.
Possono dare dolori molti forti prima del ciclo, ed anche se la mastopatia fibrocistica non dà alcuna preoccupazione clinica per la donna è spesso fonte di ansietà.

CISTE SINGOLA DELLA MAMMELLA
La ciste compare soprattutto in donne dai 30 ai 50 anni, è molto rara nell’età adolescenziale e giovanile e tende a scomparire dopo la menopausa. La sua caratteristica principale è la rapidità della sua comparsa.
Cisti di diametro di 3-5 cm possono manifestarsi nel giro di poche ore, accompagnate o meno da dolore soprattutto se in fase premestruale. Nell’interno delle cisti vi è un contenuto liquido di colore chiaro (cisti chiare) oppure scuro (cisti blu), ma la differenza di colore non influenza in alcun modo il protocollo terapeutico.

IL FIBROADENOMA
È un’altra patologia benigna considerata come una forma localizzata, che colpisce donne in giovane età (al di sotto dei 30 anni), caratterizzata dalla comparsa di un nodulo rotondeggiante, mobile a crescita lenta. Per la sua diagnosi, oltre all’esame clinico, viene eseguito anche quello agocitodiagnostico mirato ecograficamente (nei casi non palpabili) che permette il prelievo di piccoli elementi cellulari con loro successiva indagine istologica.

SECREZIONI DEL CAPEZZOLO
La secrezione spontanea o provocata dal capezzolo può avere svariate motivazioni cliniche. Può essere monolaterale o bilaterale con quantità di liquido variabile. Le secrezioni possono avere diverse colorazioni a seconda della patologia benigna o maligna che spesso le accompagna.
Si sottolinea la secrezione ematica per il rischio di patologia maligna associata.

MASTALGIA O MASTODINIA
Molte donne soprattutto dalla pubertà alla menopausa riferiscono di soffrire di dolori alle mammelle e si rivolgono con timore allo specialista. Il sintomo può essere causato da affezioni mammarie più o meno importanti oppure da fattori funzionali generalmente in fase premestruale. Raramente i dolori sono associati a carcinoma.

MASTITI
Sono processi infiammatori provocati dalla penetrazione di germi attraverso i dotti galattofori. Si manifestano con rossore, dolore, turgore, febbre, oltre (talora) alla fuoriuscita di siero purulento dal capezzolo.
Se la mastite si presentasse in concomitanza con l’allattamento è consigliabile sospendere quest’ultimo per tutto il periodo del trattamento medico svuotando il seno dal latte senza poi utilizzarlo.

QUANDO SI INTERVIENE CHIRURGICAMENTE SU PATOLOGIE BENIGNE DELLA MAMMELLA?
Le indicazioni terapeutiche chirurgiche nella patologia benigna della mammella sono legate essenzialmente al sospetto di malignità o al rischio ipotetico di trasformazione maligna, oppure, in qualche caso, a problemi estetici e psicologici.

IL TUMORE O CARCINOMA DELLA MAMMELLA

Si stima che in Italia sopravvengano ogni anno circa 25,000 nuovi casi di carcinoma mammario; circa 6,500 in età inferiore ai 50 anni.
Principalmente sono colpite le popolazioni occidentali più ricche, e in generale è più frequente nelle popolazioni urbane che in quelle rurali.
Anche se le cause di carcinoma mammario non sono note, sono stati identificati alcuni fattori di rischio:
- madri che hanno avuto un tumore al seno;
- età avanzata
- l'aver fatto una biopsia di un nodulo displasico, cioè con tendenza a sviluppare tumore
- essersi sottoposte spesso a radiografie al torace (es. tubercolotiche)
- essere obese, fumatrici, alcoliste
- avere una neoplasia ovarica
- aver impiegato una terapia estrogenica post-menopausale (rischio basso)

GLI ESAMI: esame clinico
È l’esame di base in senologia clinica, per la sua relativa semplicità e bassi costi. L’esame clinico consiste in un’attenta valutazione visiva e percettiva di entrambe le mammelle. Vengono considerati alcuni parametri quali: la simmetria, il volume, il profilo, la forma delle stesse, oltre ad eventuali alterazioni cutanee (arrossamenti, retrazioni a “buccia d’arancia”) e del capezzolo (ulcerazioni, introflessioni, deviazioni, secrezioni).
La palpazione delle mammelle avviene con la paziente in posizione supina, con le braccia sollevate e poste sotto la nuca. I polpastrelli di entrambe le mani dell’esaminatore, ravvicinati tra loro, scorrono con delicata pressione e con movimenti rotatori dall’esterno verso l’interno di ognuno dei quattro quadranti mammari. Il capezzolo viene spremuto per valutare la comparsa di eventuali secrezioni e successivamente vengono controllati i linfonodi ascellari, sovraclaveari e laterocervicali.

ESAMI STRUMENTALI

MAMMOGRAFIA La mammografia può essere utilizzata come tecnica di screening. Deve essere eseguita con apparecchiatura delicata e metodologia adeguata per ottenere le immagini migliori.
In presenza di reperto obiettivo all’esame clinico, l’esecuzione della mammografia è consigliata perché consente di migliorare la diagnosi, evitando talora l’indicazione alla biopsia in taluni casi inequivocabilmente benigni.
La sua accuratezza si riduce se la componente adiposa è poco rappresentata (seno piccolo), in questi casi l’integrazione con l’esame clinico e con l’ecografia sono molto utili.
Viene consigliata al di sopra dei 40 anni o in presenza di un dubbio clinico anche in età inferiori.

ECOGRAFIA L’esame ecografico del seno viene eseguito con tecnica manuale, mediante sonda a frequenze elevate. È indicata nell’approfondimento diagnostico delle lesioni mammarie non chiarite dall’esame clinico e dalla mammografia e può essere impiegata in presenza di lesioni precliniche per il reperimento preoperatorio e la biopsia mirata.

ECO-COLOR DOPPLER Recentemente nella diagnosi differenziale fra patologia espansiva benigna e maligna è stato utilizzato l’effetto Doppler ed in particolare il Color-Doppler, avente come finalità lo studio della vascolarizzazione neoplastica. Infatti si è osservato che la grande maggioranza delle lesioni maligne (oltre il 90%) risulta vascolarizzata con distribuzione anarchica dei vasi che presentano una velocità di flusso media ed estensione dei segnali di vascolarizzazione occupate dal 10-30% dell’area neoplastica.

INDAGINE CITOLOGICA All’esame clinico-strumentale delle mammelle si deve aggiungere anche la CITOLOGIA PER AGOASPIRATO. Ad essa si ricorre frequentemente per concludere l’iter diagnostico.
Può venire eseguita sottoguida ecografica nel caso di lesioni solide non palpabili o sottoguida mammografica o stereotassica in presenza di microcalcificazioni.
Permette il prelievo di materiale che successivamente verrà esaminato presso i laboratori di Anatomia Patologica.
L’indagine citologica è indicata in presenza di secrezioni dal capezzolo (liquido sieroematico-ematico), per la valutazione della natura e del colorito del materiale cistico (anch’esso sieroematico-ematico), in presenza di materiale da apposizione del capezzolo (abrasioni) e nella diagnostica del materiale agoaspirato da tumefazioni solide.
Alla citologia segue sempre una conclusione diagnostica che può variare da una refertazione positiva (presenza di cellule neoplastiche), sospetta (è indicata una biopsia chirurgica) o negativa.
La citologia per agoaspirazione è un esame rapido, economico che non necessita di ospedalizzazione (viene eseguito in ambulatorio). Nel caso vi fosse consigliata l’esecuzione di tale esame, non soprassedete, magari solo per paura, ma seguite l’indicazione data.

BIOPSIA: Per biopsia s’intende lo studio istologico, a scopo diagnostico, di frammenti di tessuto.
È quindi un esame utilissimo e spesso indispensabile per stabilire la natura (benigna o maligna) della lesione che ha colpito la mammella. La biopsia deve essere possibilmente escissionale nei nodi di dimensioni limitate oppure incisionale nelle lesioni nodulari di grandi dimensioni.
In presenza di linfonodi (specie sovraclaveari) sospetti è indicato questo esame mediante ago, eseguito senza traumatismi in anestesia locale.
È utilizzata anche nei casi di lesioni non palpabili della mammella, che sono lesioni non sempre di piccole dimensioni nonostante non siano apprezzabili con la palpazione del seno.
L’incisione chirurgica per la biopsia viene eseguita senza contrastare con la possibile e successiva incisione necessaria per l’applicazione della chirurgia conservativa.

LA DUTTOGALATTOGRAFIA Consiste nell’esecuzione in una mammografia dopo introduzione di un mezzo di contrasto radiopaco, attraverso il dotto secernente nel capezzolo. Si esegue nei casi di secrezione ematica o siero ematica o in caso di citologia sospetta.

Fonti:
http://www.linfaonline.it/index.php/approfondimenti-medici/patologia-della-mammella/





Condividi: facebook twitter linkedin myspace technorati yahoo google reddit wikio okno del.icio.us Digg Segnalo
ArchivioArchivio CercaCerca InviaInvia StampaStampa PDFPDF RSSRSS Letture 81530, stampe 37 ©


Meemira.com